Il festival di Karlovy Vary, il principale festival dell’Europa centrale, quest’anno è stato vinto a sorpresa da Érnellaélk Farkaséknál (Gli Ernella dai Lupi) un film ungherese fatto in casa e costato poche migliaia di euro e senza alcun finanziamento statale, in cui i protagonisti sono il regista, sua moglie e il figlioletto, girato tutto nella propria abitazione con ragazzi della scuola di cinema come troupe. Non è l’opera prima di un novello Kevin Smith (Clerks), ma l’ultima sorpresa di Hajdú Szabolcs (Palmi Bianchi, Biblioteque Pasqual), ora nei cinema ungheresi. A tarda sera bussano al campanello della bella casa borghese con piano, tappeti e tanti libri di Farkas (Lupo) ed Ester Estrella, sorella di Ester, suo marito Albert e la loro figlia adolescente, emigrati (come tante famiglie ungheresi negli ultimi anni) in Scozia e tornati dopo appena un anno, senza avvisare, il telefono era scarico, non sapevano dove altro andare. Seguiamo per un giorno le due coppie con le loro fragilità e differenze una accanto all’altra nella stessa casa, una regia che non diventa teatro, un occhio al Carnage di Polanski e uno a Bergman, con le confessioni dei protagonisti e lo spettacolino in casa fatto dai bambini. (Alessandro Grimaldi)

Érnellaélk Farkaséknál (81 min.),  Regia e sceneggiatura: Szabolcs Hajdú,     Interpreti:  Szabolcs Hajdú, Orsolya Török-Illyés, Domokos Szabó, Lujza Hajdú, Zsigmond Hajdú

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