László Botka è il candidato premier dell’MSZP. Lo ha annunciato lo scorso 18 gennaio il presidente del partito, Gyula Molnár. La decisione è stata unanime e Botka ha ricevuto il mandato di condurre le trattative con le altre formazioni della sinistra ungherese per definire il programma comune della futura coalizione. Ma chi è l’uomo che sfiderà Orbán nel 2018?

Il suo nome era nell’aria da parecchi mesi. Non poteva non esserlo, poiché secondo tutti i sondaggi László Botka è il politico socialista più popolare in Ungheria, naturale che l’MSZP riponga in lui grandi speranze. E questo nonostante le tensioni della scorsa estate, quando al congresso per il rinnovo delle cariche Botka si vide preferire István Hiller come presidente del Consiglio elettorale nazionale, il ruolo che ricopriva dal 2012. In quella occasione non nascose la propria amarezza: in un’intervista rilasciata al portale Index all’indomani del voltafaccia subito dal partito che già da qualche tempo ipotizzava la sua candidatura a premier, aveva sarcasticamente notato: «Cosa scriveranno sui volantini? “Egregi elettori, noi non lo vogliamo ma per voi andrà bene. Cordiali saluti, Partito Socialista Ungherese”?». Ma già in autunno si era ricominciato a parlare della possibilità che Botka accettasse l’ingrato compito di guidare la coalizione che cercherà di sconfiggere Orbán alle politiche della primavera del 2018.

Tre condizioni

A fine dicembre in un’intervista a 168 Óra László Botka ha confermato la sua disponibilità a raccogliere la sfida di creare un’alternativa vincente al governo di destra che guida il paese dal 2010. Ha però posto tre condizioni per lui imprescindibili: la prima è una lista comune per tutti i partiti della coalizione di sinistra, la seconda è che il criterio per la selezione di ognuno dei 106 candidati dei collegi uninominali non sia l’appartenenza partitica ma la capacità di raccogliere il massimo consenso possibile nella data circoscrizione elettorale, la terza è trovare un accordo su una nuova politica di sinistra, basata non soltanto su messaggi efficaci e incisivi, ma che soprattutto presenti agli elettori una fisionomia totalmente diversa da quella precedente al 2010. Tre condizioni che sembrano irrealizzabili, date le posizioni espresse dalle altre formazioni della sinistra ungherese: in particolare la terza condizione implica l’esclusione di Ferenc Gyurcsány, primo ministro dal 2002 al 2009, da ogni ruolo nell’ambito della nascitura alleanza di sinistra, e perciò sarà difficilmente accettata da DK (Demokratikus Koalició, Coalizione Democratica), il partito fondato (e tuttora presieduto) dallo stesso Gyurcsány nel 2011, quando uscì dall’MSZP. Si prevedono contrasti anche riguardo alle altre condizioni poste da Botka: le altre due forze progressiste ungheresi, Együtt (Insieme) e PM (Párbeszéd Magyarországért, Dialogo per l’Ungheria) sono contrarie all’idea della lista comune e insistono sulla necessità di elezioni primarie per stabilire le candidature ai collegi uninominali. Come se ciò non bastasse, l’ostacolo forse maggiore che Botka incontrerà durante le trattative con DK, Együtt e PM è che tutte queste forze politiche lo considerano “solo” il candidato premier dell’MSZP, non il proprio.

Date queste premesse, la missione di Botka appare più che ardua – secondo alcuni addirittura impossibile. Una cosa è certa: dovrà fare appello alla sua celebre capacità dialettica e di mediazione, virtù di cui ha dato prova come sindaco di Szeged negli ultimi quattordici anni. Riuscirà la sinistra ungherese a superare le divisioni e a raccogliere le proprie forze intorno a un progetto comune per proporre al paese un’alternativa convincente all’attuale governo? La risposta la conosceremo solo nei prossimi mesi.

Il socialista che piace

Quarantaquattro anni il prossimo 21 febbraio, iscritto all‘MSZP da quando ne aveva diciotto, László Botka viene eletto deputato a ventun anni nel 1994. Nel 2002 diventa sindaco di Szeged, la terza città più popolosa dell’Ungheria: da allora nessuno è riuscito a strappargli la poltrona di primo cittadino, nel 2010 e nel 2014 ha battuto i suoi avversari del FIDESZ con un vantaggio rispettivamente del 7% e del 22%. Dopo le ultime elezioni amministrative, a causa della legge sull’incompatibilità tra le cariche di parlamentare e di sindaco approvata nel frattempo dal Parlamento ungherese, sceglie di rinunciare alla prima e di dedicarsi a tempo pieno all’amministrazione della città che per ben dodici anni gli ha confermato la sua fiducia. La sua reputazione non è mai stata scalfita alcuno scandalo ed è sempre uscita immacolata da tutti i tentativi di metterla in dubbio. A chi gli chiede quale sia il segreto del suo successo e della sua popolarità Botka risponde che ha sempre perseguito una politica basata su valori positivi, ricercando il dialogo e la collaborazione di tutta la comunità, provando ad andare oltre le sterili contrapposizioni tra i diversi schieramenti nell’interesse della città.

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