«Se ritenete che il sabotaggio sia tutta una commedia, quali sono allora secondo voi le vere cause dello stato insoddisfacente delle nostre industrie?» «Salari troppo bassi», rispose Rubasciov. (Arthur Koestner, il sole a mezzanotte)

L’esecutivo del premier Orbán ha varato nuove misure per aumentare gli stipendi dei lavoratori ungheresi, in vista delle elezioni del prossimo anno

Come ricorderanno i nostri lettori piú affezionati, nello scorso numero di Danubio vi abbiamo parlato della strategia economica del governo Orbán per accelerare la crescita economica in vista delle elezioni del 2018.

Giá a Novembre 2016, il premier ungherese ha sottolineato durante la conferenza della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) come la competitività dell’Ungheria non possa più essere legata alla forza lavoro a basso costo, ma il nuovo scenario economico in Europa centrale richiede imprese più competitive, in grado di trattenere i propri lavoratori più competenti.

I dati di fine anno mostrano infatti uno scenario lavorativo positivo nel breve termine, con una riduzione del tasso di disoccupazione magiaro pari a 3,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente, ma forti preoccupazioni per il medio-lungo termine derivano dalla capacità delle aziende di attrarre e trattenere lavoratori. Una recente ricerca dell’istituto GKI mostra come oltre l’80% delle aziende manchino di lavoratori qualificati, soprattutto per quelle di maggiori dimensioni, e che quasi un’azienda su 5 non riesca ad assumere lavoratori qualificati, per un totale di 340 000 posizioni.

L’intervento di fine 2016 dell’esecutivo mira a fronteggiare questo problema, aiutando le aziende ad offrire salari più competitivi tramite un forte sgravio per i prossimi 24 mesi. Il Parlamento ungherese ha infatti approvato la proposta per ridurre gli oneri contributivi a carico delle imprese dal 27% al 22% a partire dal 2017 ed al 20% dal 2018, i cui effetti positivi sull’economia ungherese sono previsti giá a partire da quest anno.

La Banca Nazionale Ungherese (MNB) ha infatti rivisto le sue previsioni per il 2017 sull’aumento degli stipendi nel settore privato dal 6% all’8,5%, grazie allo sgravio contributivo ed all’aumento dello stipendio minimo i cui dettagli sono disponibili nello scorso numero di Danubio. Tutto ciò dovrebbe avere un effetto domino su tutta l’economia ungherese, grazie ad una crescita del reddito disponibile e, di conseguenza, di consumi ed investimenti: la previsione è che ciò possa spingere la crescita economica ungherese per il biennio 2017-2018 dal 2-3% inizialmente previsto fino al 4-5%.

I primi segnali dal mondo economico sono in linea con queste previsioni, in particolare per quei settori in cui tensioni tra datori di lavoro ed organizzazioni sindacali erano emerse già nel 2016, come la grande distribuzione o l’automotive. La grande distribuzione è stata pronta a reagire alle nuove misure, con forti incrementi salariali già annunciati da Spar, Fornetti ed Obi, che arriveranno fino al 25%; sono previsti forti rialzi salariali anche per l’automotive, dove la Mercedes ha annunciato per lo stabilimento di Kecskemét aumenti pari al 45% per i prossimi due anni, a cui si aggiungeranno gli accordi che le organizzazioni sindacali di settore dichiarano di aver concluso con altre quattro aziende del settore.

All’entusiasmo di gran parte dei rappresentanti sindacali e dei politici del Fidész si contrappongono le perplessità delle opposizioni e di parte degli osservatori economici locali, in relazione alla sostenibilità finanziaria di queste misure ma anche alla loro efficacia nel lungo termine.

Infatti, la riduzione per le imprese delle aliquote contributive e delle corporate taxes è parzialmente bilanciata dall’aumento degli stipendi minimi, in particolare per le piccole aziende che hanno visto una riduzione solo parziale: il rischio sottolineato anche dai rappresentanti degli stessi datori di lavoro è che tutto ciò possa portare ad un aumento dei costi e, come conseguenza, a licenziamenti di massa per queste piccole realtà. Inoltre, è poco chiaro come questo intervento possa indirizzare le vere cause della bassa produttività ungherese ed attrarre posti di lavoro a maggior valore aggiunto, in grado di sostenere la crescita nel lungo periodo.

Le elezioni si avvicinano, la campagna elettorale in Ungheria continua.

…. questo e altro sul numero di gennnaio di Danubio, qui: https://danubioonline.wordpress.com/numeri/

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