Alessandro Grimaldi

Annamaria è una giovane sindacalista del Magyar Szakszervezet Szovetseg il più grande sindacato ungherese, si occupa di giovani, pubblico impiego, pensionati, insegna all’università. È appena tornata da una conferenza a Tallin. Ci incontriamo davanti alla stazione Nyugati, un tardo pomeriggio molto freddo. In  stazione stanno girando un film e c’è una locomotiva a vapore che sbuffa, manco fossimo in una canzone di Guccini. Budapest è anche questa.
“Qui c’è un Macdonald andiamo là?” Invece le faccio due domande in uno di quei locali un po’ dimenticati alll’inizio di Vàci út, uno dei vecchi caffè anni ’70, rimodernati con le sedie che son quelle vecchie e sembrano vintage.

 

Il governo ha alzato gli stipendi venendo incontro al mondo del lavoro, siete soddisfatti?
Il governo ha appena alzato il salario minimo del 15%, il minimo garantito del 25%, diminuito del 5% i contributi; ancora non sappiamo che conseguenze avrà questa nuova legge, ci aspettiamo licenziamenti e un aumento dei contratti  occasionali, ma è importante. Da un lato era proprio necessario, gli stipendi erano veramente troppo bassi.  Non è abbastanza, siamo ancora al di sotto della soglia di povertà per molti posti di lavoro ed è rimasta sul tavolo la questione degli scatti di anzianità nel pubblico, ancora ridicoli.

 Orbán ripete sempre che ora c’è lavoro per tutti  in Ungheria, è tutto oro quello che luccica?
Ci sono dei settori (IT, sanità privata) in cui davvero c’è mancanza di lavoratori qualificati e lì si può guadagnare bene, ma nel pubblico la situazione è ben diversa. Molti giovani poi emigrano. Secondo i dati ufficiali il 5% dei lavoratori, attratti dagli stipendi più alti soprattutto giovani. Un’infermiera qui prende sui 90.000 fiorini netti (300 euro), se va in Inghilterra o in Germania, guadagna diciamo almeno 5 volte tanto. Il 15% di aumento non cambia molto. Un settore in cui c’è stato un grande aumento salariale è la grande distribuzione, un cassiere prende 200.000 fiorini (650 euro),  il direttore di supermercato  300.000 fiorini. Ma un medico al primo lavoro prende 400 euro netti.

Come si sono svolte le trattative tra le parti sociali?
Praticamente non ci sono state. Gli aumenti sono stati uno dei capisaldi del sindacato per anni ed è significativo come invece sia nato tutto come decisione unilaterale del governo e basta. Il governo un bel giorno è arrivato, ha detto 15, 25, 5 bene, un nostro obiettivo raggiunto, ma l’ha fatto il governo. Per loro era importante farlo così. L’anno prossimo ci sono le elezioni

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